Il concept di questo programma è trasferire alcune delle più grandi pagine di musica organistica di Bach all’altro grande mezzo espressivo di cui il compositore poteva disporre: l’orchestra d’archi.

Possiamo infatti considerare Bach come un compositore “puro”, la cui musica travalica i limiti dello strumento per cui fu concepita e può benissimo essere adattata e trascritta per altri strumenti. L’esempio più lampante in questo senso è la raccolta che il compositore partorì negli ultimi giorni della sua vita: “L’arte della fuga”. Composta senza indicare gli strumenti destinati all’esecuzione, questa collezione di contrappunti dimostra come per Bach la musica è assoluta, e lo strumento è solo il mezzo a far da tramite verso un fine ultimo, che è il Divino.

Ulteriore prova della grandezza di Bach nel comporre è l’osservanza rigida del contrappunto e la disposizione delle varie voci, motivo per cui un brano organistico può essere facilmente adattato a vari organici diversi vista la perfetta linearità di conduzione delle parti.

Appassionato studioso delle opere di compositori italiani, Bach adattò numerosi concerti italiani all’organo. La grande perizia compositiva bachiana e la cura nella gestione delle voci permette a noi di fare il percorso opposto e di creare inedite versioni per orchestra d’archi con arrangiamenti originali curati da Thomas Chigioni.

PROGRAMMA:

J.S. Bach (1685-1750): Wachet auf ruft uns die Stimme BWV 645

J.S. Bach: Fantasia in sol maggiore BWV 572

J.S. Bach: Preludio e fuga in do maggiore BWV 531

J.S. Bach: Toccata dorica BWV 538

J.S. Bach: Fuga in sol minore BWV 542

J.S. Bach: Preludio e Fuga in sol maggiore BWV 541

J.S. Bach: Preludio e tripla fuga in mi bemolle BWV 552

ENSEMBLE LOCATELLI
Thomas Chigioni, violoncello piccolo e direzione

Violini: Pietro Battistoni, Ulrike Slowik
Viola: Jérémie Chigioni
Contrabbasso: Carlo Sgarro
Clavicembalo: Gabriele Levi
Fagotto: Carmen Maccarini