Il termine “barocco” fu usato per la prima volta da Charles de Brosses, che intorno al 1739 se ne serve per stigmatizzare alcuni innovativi e a suo giudizio bizzarri elementi architettonici di palazzo Pamphili a Roma. „Barocco“ deriva dal francese baroque, che ricalca il portoghese barroco e lo spagnolo barrueco, termini che stanno a designare una perla di forma irregolare. Così come nell’architettura, anche in  musica la nuova corrente  artistica che  si  fa largo a partire da inizio ‘600, ed è contraddistinta da una  certa imprevedibilità e distacco dai canoni di perfezione  cinquecentesca – questa infatti è l’epoca che  vede  emergere tratti di ostentato virtuosismo strumentale, che si distanzia nettamente dalla sprezzatura elogiata da Baldassare Castiglione nel secolo precedente.

L’immagine  della perla compare anche nella prefazione all’intavolatura di liuto e chitarrone di Alessandro Piccinini (1638), il quale cerca – operazione estremamente difficile a parole – di descrivere a parole quello  che lui ritiene  essere il suono ideale: netto, pulito,  delicato, schietto, forte – ma non crudo e aspro, insomma “come perla” – un’immagine quasi sinestetica ma di  grande efficacia.

L’epoca barocca è un’epoca di grandiosità, in  tutte le arti, tuttavia  quello che viene presentato in questo  programma è come un piccolo particolare, che non occupa il centro del dipinto tuttavia è tracciato con estrema  cura e  perizia dal pittore: la tiorba e la viola da  gamba sono fra gli strumenti che più si  prestano  a  un certo tipo di intimità quasi domestica. Quello che vogliamo proporre è un programma di musica che sì, da un lato esalta l’estrosità  di cui si fa vanto  quest’epoca, ma al contempo la porta in una dimensione intima e raccolta. A culmine di questo programma, si trova forse la forma musicale che più rappresenta l’intimità, la ninna nanna, sublimata da  Tarquinio Merula in un pezzo dalla crescente intensità drammatica, un dolce canto di una madre al figlio neonato, che successivamente si rivela essere il canto di Maria al figlio Gesù, al quale profetizza un crudele destino.

 

DUO BAÙ BENETTI
Viola da gamba: Teodoro Baù
Tiorba: Francesca Benetti

 

PROGRAMMA:

Biagio Marini (1594-1663):Sonata quarta, per il violino per sonar con due corde
(Sonate, symphonie, canzoni, passe’mezzi, baletti, corenti, gagliarde e retornelli, Op.8, Venezia 1629)

Biagio Marini: Capriccio Per Sonare il Violino con tre corde à modo di Lira
(Sonate, symphonie ecc.., Op.8, Venezia 1629)
Giulio Caccini (1551-1618): Dolcissimo Sospiro
 (Le nuove musiche, Firenze 1602)
Giovanni Girolamo Kapsberger (1580-1651): Toccata Arpeggiata 
(Libro primo d’Intavolatura di Chitarrone, Venezia, 1604)

Giovanni Girolamo. Kapsberger: Toccata prima
(Libro quarto d’Intavolatura di Chitarrone, Venezia, 1640)
Bartolomé de Selma y Salaverde (1580-1640): Susanna Passeggiata
(Canzonie, fantasie et correnti, Venezia 1638)

Orazio Bassani (1550-1615):Toccata per il B quadro
(I-Bc C.85, f. 11r)
Giovanni Battista Fontana (1589-1630): Sonata seconda
(Sonate a 1,2,3. per il Violino, o Cornetto, Fagotto, Chitarone, Violoncino o simile altro istrmento, Venezia 1640)

Giovanni Girolamo Kapsberger: Passacaglia
(Libro quarto d’Intavolatura di Chitarrone, Venezia, 1640)
Tarquinio Merula (1595-1665) Canzonetta spirituale sopra alla nanna
“Hor ch’è tempo di dormire“ (Curtio Precipitato, Venice, 1638)

Dario Castello (1602-1631): Sonata Seconda
(Sonate concertate in stil moderno, libro secondo, Venezia  1629)

 

 

Teodoro Baù

  “One to watch” per la rivista Gramophone, Teodoro Baù è vincitore di concorsi internazionali tra cui MA Competition Bruges (2021) e Bach-Abel Wettbewerb Köthen (2015).

Il suo debutto discografico, pubblicato da Ricercar e contenente sonate di Arcangelo Corelli in una trascrizione originale per viola da gamba, ha vinto diversi premi e riconoscimenti tra cui il Diapason d’Or e lo Choc de Classica.

Nato in Italia, ha iniziato lo studio della viola da gamba con Claudia Pasetto e lo ha proseguito a Basilea e Salisburgo. Ha studiato anche liuto rinascimentale con Massimo Lonardi.

Teodoro vive a Basilea e negli ultimi anni alterna l’attività solistica a quella cameristica; è membro dell’ensemble “La Fonte Musica” in cui suona il repertorio dell’ars subtilior con la Viella medievale.

Insegna viola da gamba alla Hochschule für Musik di Friburgo e ai corsi estivi di musica antica di Urbino.

Francesca Benetti

Tiorbista e chitarrista, abbina l’attività di strumentista a quella di cantante barocca. Dopo gli studi a Trento e Berna si specializza nello studio della prassi antica a Basilea presso la Schola Cantorum Basiliensis. La sua attività con gli strumenti a pizzico antichi vanta collaborazioni con rinomati direttori ed orchestre barocche tra cui Cappella Mediterranea, La Cetra Baroque Orchestra, Neuer Basler Kammerchor, Staatstheater Kassel Orchestra. E’ direttrice artistica di Concerto di Margherita, ensemble che fa rivivere per la prima volta in tempi moderni la pratica storica del canto accompagnato e con il quale si esibisce nei maggiori Festival di musica antica in Europa, tra cui Festival d’Ambronay, Monteverdi Festival, Alte Musik Festival Zürich, York Early Music Festival, Internationale Händel- Festspiele Göttingen e molti altri. Il disco d’esordio del gruppo pubblicato dall’etichetta Arcana “Il Gioco della cieca” viene premiato con 5 stelle dalle riviste francesi Classica e Diapason e promosso da importanti emittenti radio come l’inglese BBC Radio3.

ll suo progetto solistico “Verde Barocco”, che valorizza le metafore poetiche legate alla natura nel repertorio del primo seicento italiano, la vede protagonista come cantante-tiorbista. Vive tra la Puglia e il Trentino Alto-Adige.